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Amianto: cosa cambia davvero con il D.Lgs. 213/2025?

Nonostante il divieto introdotto con la Legge 27 marzo 1992, n. 257, l’amianto continua a rappresentare un rischio concreto nei luoghi di lavoro a causa della presenza diffusa di materiali contenenti amianto (MCA) in edifici e impianti realizzati prima del 1992.

Per rafforzare la tutela dei lavoratori, l’Unione Europea ha aggiornato la disciplina di riferimento, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 213, in vigore dal 24 gennaio 2026, che modifica il Titolo IX, Capo III del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Le novità segnano un cambio di passo: non solo una riduzione del valore limite di esposizione, ma anche un’evoluzione significativa dei metodi di campionamento e analisi.

 

Perché l’aggiornamento era necessario

Le evidenze scientifiche più recenti hanno dimostrato che anche esposizioni a concentrazioni molto basse di fibre di amianto possono comportare rischi rilevanti per la salute.

Da qui l’esigenza di:

  • abbassare drasticamente il valore limite;
  • migliorare l’accuratezza delle misurazioni;
  • rendere più affidabile la valutazione del rischio reale.

 

Il nuovo valore limite: dieci volte più basso

Il D.Lgs. 213/2025 riduce il valore limite di esposizione professionale (media ponderata su 8 ore):

  • 0,1 fibre/cm³ → limite precedente
  • 0,01 fibre/cm³ → nuovo limite

Una riduzione di dieci volte che impone strumenti analitici più precisi, soprattutto alle basse concentrazioni.

 

Campionamento dell’amianto: il vero cambiamento

Tradizionalmente, la concentrazione di fibre aerodisperse veniva misurata tramite Microscopia Ottica a Contrasto di Fase (MOCF o PCM). Tuttavia, questo metodo:

  • non rileva le fibre più sottili;
  • non distingue con certezza l’amianto da altre fibre;
  • è meno affidabile a concentrazioni molto basse.

Con il nuovo limite, tali criticità diventano determinanti.

La normativa introduce quindi un progressivo superamento della microscopia ottica a favore della microscopia elettronica, in particolare:

  • SEM (Scanning Electron Microscopy)
  • TEM (Transmission Electron Microscopy)

Queste tecniche consentono di rilevare fibre più sottili, identificarne la composizione chimica e garantire maggiore affidabilità dei risultati.

 

Periodo transitorio

Fino al 21 dicembre 2029 sarà ancora possibile utilizzare la microscopia ottica come metodo transitorio. Successivamente, i controlli dovranno basarsi su metodiche in grado di rilevare anche le fibre più sottili, come la microscopia elettronica o tecniche equivalenti.

 

Implicazioni per le aziende

Le nuove disposizioni comportano:

  • maggiore attenzione nella progettazione dei campionamenti;
  • scelta di laboratori tecnologicamente aggiornati;
  • interpretazione più rigorosa dei risultati;
  • aggiornamento della valutazione del rischio e del DVR.

Non si tratta solo di conformità normativa, ma di un miglioramento sostanziale della qualità della prevenzione.

 

Il supporto del Gruppo Bucciarelli

In un contesto normativo in evoluzione, la capacità di anticipare i cambiamenti rappresenta un elemento distintivo per aziende e professionisti della sicurezza.

Il Gruppo Bucciarelli è già oggi strutturato per rispondere ai nuovi requisiti introdotti dal Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 213.

Presso il nostro laboratorio eseguiamo valutazioni sulla presenza di amianto in campioni di diversa natura attraverso due metodiche analitiche: MOCF (Microscopia Ottica a Contrasto di Fase) e SEM-EDS (Microscopia Elettronica a Scansione con microanalisi).

L’impiego della microscopia elettronica consente già oggi analisi in linea con l’evoluzione normativa e con i futuri requisiti tecnici previsti a livello europeo.

Il rigore applicato nella preparazione dei campioni e nell’esecuzione delle analisi, unito a procedure operative strutturate e costantemente aggiornate, permette di garantire standard qualitativi elevati e conformi ai requisiti richiesti per la certificazione Accredia.

Affrontare i cambiamenti normativi non significa semplicemente adeguarsi, ma offrire ai clienti strumenti affidabili per una gestione consapevole e tecnicamente solida del rischio amianto.

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