Quello che è naturale è davvero sempre migliore? In realtà non è proprio così: i pesticidi sono nati con l’obiettivo di controllare l’eventuale presenza di elementi nocivi o indesiderabili su matrici di vario tipo, dai vegetali alla frutta ma anche sui cereali. I pesticidi possono essere di origine sia sintetica che naturale. Il punto fondamentale da considerare però è che esistono dei limiti massimi di residui che possiamo ritrovare sui prodotti destinati all’alimentazione umana.

Analizzare le matrici alimentari per rilevare la presenza di residui di pesticidi è importante per la salute del consumatore.

 

LO SAPEVI CHE?

Lo sapevi che tracce di pesticidi sono state rilevate perfino ai poli?
Questo perché negli anni 70 c’è stato un uso improprio dei pesticidi senza pensare alle conseguenze sull’ambiente. Queste sostanze chimiche sono resistenti alla decomposizione e sono in grado di essere trasportate a grandi distanze e di persistere negli ambienti. Tali sostanze, grazie alla loro caratteristiche chimiche sono in grado di accumularsi nel tessuto adiposo degli animali creando danni enormi all’ecosistema. Questi composti sono in grado di danneggiare il sistema endocrino, la riproduzione e lo sviluppo. Un esempio sono i casi di ermafroditismo negli orsi polari che si manifestano con una frequenza molto maggiore rispetto ad altre specie. Ecco perché ad oggi c’è una ferrea legislazione che definisce i limiti entro i quali queste sostanze possono essere utilizzate.

 

BENEFICI DERIVANTI DALLA COLTIVAZIONE BIOLOGICA

In Europa la produzione biologica è disciplinata dal regolamento CE 834/2007 e dal successivo regolamento di esecuzione CE 889/2008.

I benefici principali che derivano dall’uso di metodi di coltivazione biologica sono:

    1. Maggiore capacità di fissazione del carbonio. Riduzione delle emissioni di gas serra connessa al non uso di fertilizzanti di sintesi (soprattutto composti dell’azoto) e ad una ridotta richiesta di energia.
    2. Abbattimento delle emissioni di inquinanti presenti in aria, acqua e suolo.
    3. Valorizzazione del paesaggio attraverso alternanza di forme e colori e il mantenimento dell’integrità degli ecosistemi della biodiversità. Miglioramento della fruizione ambientale e del rapporto uomo-natura anche attraverso la creazione di strutture produttive integrate ed attrezzate per il turismo.
    4. Accrescimento della biodiversità di flora e fauna presente. Salvaguardia di aree naturali ad alto valore ambientale. Sostegno ai più importanti servizi e benefici forniti dall’ ecosistema alla società umana.

 

ANALISI DEL TERRENO

Quando si parla di coltivazione biologica è bene soffermarsi su un punto fondamentale. Prima di avviare una coltivazione biologica è bene accertarsi che il terreno sia privo di contaminanti; per questo motivo è possibile effettuare l’analisi dei terreni per quanto riguarda i pesticidi. Ci sono anche altri potenziali parametri da valutare che potrebbero essere fondamentali per la coltivazione di prodotti ortofrutticoli biologici; tra questi un esempio è la presenza di azoto che potrebbe influenzare la capacità fertilizzante del terreno.

 

TEMPO DI CARENZA

Quando si parla di pesticidi si tratta un argomento normato in modo molto scrupoloso, in primis per preservare la salute del consumatore. Un esempio dei controlli che ci sono per utilizzare queste sostanze sono i tempi di carenza, ovvero un intervallo minimo di giorni che deve intercorrere tra la data in cui è stato eseguito il trattamento con fitosanitari e la raccolta dei prodotti prima di essere consumati. La durata dell’intervallo dipende da diversi fattori (tossicità del pesticida, persistenza, dal meccanismo con cui e metabolizzato dai tessuti vegetali) ma per avere la certezza della salubrità del prodotto le analisi per l’eventuale presenza di residui fitosanitari potranno dare la garanzia di una merce sicura.

Icon
Icon
Icon
Icon

Newsletter



© Copyright 2021 by Gruppobucciarelli | Created by Yuma Comunicazione | Privacy Policy | Cookie Policy