AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI: aggiornamento del D.Lgs. n. 81/2008

Nella gazzetta ufficiale n. 145 del 09/06/2020 è stato pubblicato il D.Lgs. n. 44/2020 “Attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE del Consiglio, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro”.

L’entrata in vigore del D.Lgs. n. 44/2020 ha determinato la modifica del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) nell’articolo 242, comma 6 in tema di sorveglianza sanitaria dei lavoratori e negli allegati XLII “Elenco di Sostanze, Miscele e Processi“ e XLIII “Valori limite di esposizione professionale”.

L’articolo 242, comma 6 modificato dal D.Lgs. n. 44/2020 stabilisce per il medico competente l’obbligo di:

  • fornire ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti;
  • segnalare la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato;
  • fornire al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.

L’allegato XLII del D.Lgs. n. 81/2008, contenente l’elenco delle sostanze, miscele e processi che sono definiti cancerogeni ai sensi dell’articolo 234, comma 1, lettera a, punto 2, è stato modificato dal D.Lgs. n. 44/2020 con l’aggiunta della seguente voce:

“6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”.

L’allegato XLIII del DLgs. n. 81/2008, che stabiliva valori limite di esposizione professionale esclusivamente per benzene, cloruro vinile monomero e polveri di legno duro, introduce ora valori limite per nuove sostanze e ne fissa di più restrittivi per il cloruro vinile monomero e le polveri di legno duro:

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COVID-19: tutela infortunistica nei casi accertati di infezione in occasione di lavoro

L’articolo 42, comma 2 del Decreto Legge n. 18 del 17/03/2020 sancisce che “nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’Inail che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni Inail nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti del decreto Interministeriale 27 febbraio 2019. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati.”.

Con l’entrata in vigore delle disposizioni di tale Decreto Legge, alla circolare INAIL n. 13 del 03/04/2020, con la quale sono state fornite indicazioni operative in merito alla tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) in occasione di lavoro, ha fatto seguito la circolare n. 22 del 20 maggio 2020 del medesimo Istituto contenente ulteriori istruzioni operative nonché chiarimenti su alcune problematiche sollevate in relazione alla tutela infortunistica degli eventi di contagio.

Tale circolare sottolinea quanto segue:

  • L’art. 42, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ha anzitutto chiarito che l’infezione da SARS-Cov-2, come accade per tutte le infezioni da agenti biologici se contratte in occasione di lavoro, è tutelata dall’Inail quale infortunio sul lavoro e ciò anche nella situazione eccezionale di pandemia causata da un diffuso rischio di contagio in tutta la popolazione.
  • La norma dispone che l’indennità per inabilità temporanea assoluta copre anche il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria (ovviamente sempre che il contagio sia riconducibile all’attività lavorativa), con la conseguente astensione dal lavoro.
  • Gli oneri degli eventi infortunistici del contagio non incidono sull’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, ma sono posti carico della gestione assicurativa nel suo complesso, a tariffa immutata, e quindi non comportano maggiori oneri per le imprese. In sostanza, la norma sancisce l’esclusione totale di qualsiasi incidenza degli infortuni da COVID-19 in occasione di lavoro sulla misura del premio pagato dal singolo datore di lavoro, ciò in quanto tali eventi sono stati a priori ritenuti frutto di fattori di rischio non direttamente e pienamente controllabili dal datore di lavoro al pari degli infortuni in itinere.

La circolare n. 22 del 20/05/2020, facendo riferimento alla circolare n. 13 del 03/04/2020, chiarisce che la tutela Inail riguarda tutti i lavoratori assicurati con l’Istituto che abbiano contratto il contagio in occasione di lavoro e richiama i principi che presiedono all’accertamento dell’infortunio nel caso delle malattie infettive e parassitarie, nelle quali come è noto è difficile o impossibile stabilire il momento contagiante.

Il documento afferma la necessità dell’accertamento rigoroso dei fatti e delle circostanze che facciano fondatamente desumere che il contagio sia avvenuto in occasione di lavoro ricordando che l’Inail valuta tutti gli elementi acquisiti d’ufficio, quelli forniti dal lavoratore nonché quelli prodotti dal datore di lavoro, in sede di invio della denuncia d’infortunio contenente tutti gli elementi utili sulle cause e circostanze dell’evento denunciato.

Il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda, in conclusione, su un giudizio di ragionevole probabilità ed è totalmente avulso da ogni valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio.

La circolare evidenzia che:

  • non è possibile confondere i presupposti per l’erogazione di un indennizzo Inail, con i presupposti per la responsabilità penale e civile che devono essere rigorosamente accertati con criteri diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative
  • il riconoscimento del diritto alle prestazioni da parte dell’Istituto non può assumere rilievo per sostenere l’accusa in sede penale, considerata la vigenza del principio di presunzione di innocenza nonché dell’onere della prova a carico del Pubblico Ministero. Così come neanche in sede civile l’ammissione a tutela assicurativa di un evento di contagio potrebbe rilevare ai fini del riconoscimento della responsabilità civile del datore di lavoro, tenuto conto che è sempre necessario l’accertamento della colpa di quest’ultimo nella determinazione dell’evento.

In conclusione, l’Inail afferma che la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali di cui all’articolo 1, comma 14 del D.L. n. 33 del 16/05/2020.

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Emergenza COVID-19: Riapertura delle piscine a decorrere dal 25 Maggio

L’articolo 1, comma 1, lettera f) del D.P.C.M. del 17/05/2020 sancisce nel primo periodo che “l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020”.

L’allegato 17 del suddetto D.P.C.M., riportante le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, fornisce, in particolare, indicazioni per la riapertura delle piscine pubbliche, delle piscine finalizzate a gioco acquatico e ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) con esclusione delle piscine ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale, e quelle alimentate ad acqua di mare.

Tra le indicazioni fornite (per la consultazione cliccare qui) si segnala la seguente:

  • Prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla tabella A dell’allegato 1 all’Accordo Stato Regioni e PP.AA. 16.01.2003, effettuate da apposito laboratorio. Le analisi di laboratorio dovranno essere ripetute durante tutta l’apertura della piscina al pubblico a cadenza mensile, salvo necessità sopraggiunte, anche a seguito di eventi occorsi in piscina, che possono prevedere una frequenza più ravvicinata.

A tal riguardo, si informa che il nostro laboratorio è in grado di effettuare i controlli chimici e microbiologici sull’acqua di approvvigionamento, sull’acqua di immissione in vasca e sull’acqua di vasca richiesti dalla normativa vigente.

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Conseguimento certificazione QS

Il nostro laboratorio ha conseguito la certificazione QS per l’esecuzione di analisi ai fini del monitoraggio di residui su frutta fresca, verdura e patate (per approfondimenti sul sistema QS cliccare qui).

Il possesso dei requisiti necessari per l’ottenimento della suddetta certificazione e, quindi, l’inserimento della nostra struttura nel registro dei laboratori accreditati QS (per conoscere i laboratori QS cliccare qui) sono testimoniati dal documento sottostante

Per visualizzare gli altri importanti riconoscimenti ottenuti dal nostro laboratorio che ne certificano la sicurezza e l’efficienza e assicurano l’applicazione dei più alti standard qualitativi cliccare qui

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VALIDAZIONE DEI PROCESSI DI PULIZIA E SANIFICAZIONE

Il nostro laboratorio offre la possibilità di verificare l’efficacia di processi di pulizia e sanificazione attraverso la ricerca dell’eventuale presenza di microorganismi e agenti patogeni sulle superfici trattate e nell’aria.

In particolare, è possibile effettuare la ricerca su superfici del virus Covid-19 (per approfondimenti cliccare qui).

Il servizio proposto permette la definizione e la messa a punto di protocolli di cleaning validation che prevedono l’utilizzo, ad esempio, di ozono, vapore, lampade germicide UVC e prodotti detergenti e sanitizzanti.

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Emergenza COVID-19: Campionamento e ricerca della presenza del virus sulle superfici

In considerazione degli innumerevoli oggetti manipolati quotidianamente (attrezzature di lavoro, scrivanie, tastiere, mouse, piani di lavoro, pulsantiere, maniglie etc) e del fatto che il virus risulta attivo sulle superfici per diverse ore (uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine rivela che esso rimane attivo per 72 ore sulla plastica, 48 ore sull’acciaio, 24 ore sul cartone e 4 ore sul rame), ci si rende conto di quanto sia indispensabile poter verificare con certezza l’efficacia delle attività di pulizia e sanificazione ordinarie e straordinarie eseguite per ridurre il rischio di contagio derivante dal contatto con superfici contaminate.

Alla luce delle considerazioni precedenti, il Gruppo Bucciarelli comunica di essere in grado di verificare la presenza del COVID-19 su molteplici superfici attraverso una procedura che prevede:

  • il campionamento del virus mediante l’utilizzo di tamponi NRS II Transwab dotati di liquido di trasporto inattivante che vengono strisciati sulla superficie da esaminare;
  • il trasporto dei tamponi nel nostro laboratorio mediante sistema refrigerante;
  • il controllo di processo mediante l’aggiunta di INTYPE IC RNA;
  • l’estrazione dell’RNA;
  • la verifica della presenza del virus COVID-19 in Real Time PCR attraverso la ricerca del suo RNA.

E’ possibile eseguire autonomamente il campionamento delle superfici per la ricerca della presenza del virus mediante un kit di prelievo da noi fornito. Le istruzioni operative per eseguire correttamente il campionamento sono evidenziate nel seguente documento:

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Emergenza Corona Virus: Verifica dei requisiti di prestazione delle mascherine filtranti

In considerazione della difficoltà di reperimento sul mercato nazionale di mascherine e dispositivi di protezione individuale, il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 consente, ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, la produzione di mascherine e D.P.I. in deroga alle disposizioni vigenti.

In particolare, il Decreto precisa quanto quanto segue:

  • I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche, e coloro che li immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista devono inviare all’Istituto Superiore di Sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le   caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
  • I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale di cui al comma 1 e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa.  Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti.
  • Fino al termine dello stato di emergenza, gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio. Tali mascherine, in base alla circolare 0003572-18/03/2020-GAB-GAB-P del Ministero della Salute, non si configurano né come dispositivi medici né come dispositivi di protezione individuale e devono essere tali da non arrecare danno o determinare rischi aggiuntivi per gli utilizzatori.

Al fine di fornire supporto alle aziende interessate alla produzione di mascherine filtranti, il Gruppo Bucciarelli è in grado di eseguire le seguenti prove per la verifica dei requisiti prestazionali delle stesse:

  • test di valutazione dell’“efficienza di filtrazione batterica (BFE)” di cui al punto 5.2.2 della norma UNI EN 14683:2019;
  • test di valutazione della “respirabilità” di cui al punto 5.2.3 della norma UNI EN 14683:2019;
  • test di valutazione della “resistenza agli spruzzi” di cui al punto 5.2.4 della norma UNI EN 14683:2019;
  • test di valutazione della “pulizia microbica (Bioburden)” di cui al punto 5.2.5 della norma UNI EN 14683:2019;
  • test di valutazione della “biocompatibilità” di cui al punto 5.2.6 della norma UNI EN 14683:2019;
  • test di citotossicità previsto dalla norma tecnica ISO 10993-1;
  • test in vitro per la valutazione della tossicità mediante la determinazione della risposta infiammatoria accompagnata da analisi bibliografica.
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5 COSE DA SAPERE SUL GLUTINE

Il Glutine è da tempo noto all’Opinione Pubblica quale principale causa della celiachia, malattia di origine genetica, ormai sempre più diffusa.

Ma di quale sostanza stiamo parlando?

Ecco 5 curiosità che abbiamo scelto per voi:

Che cos’è?

Il glutine è una proteina di origine vegetale contenuta in cereali quali grano, segale, orzo e avena ed alimenti da essi prodotti come farine e, quindi, paste in genere.

Dove non si trova?

In natura sono numerosi gli alimenti che non lo contengono tra cui:

  • riso
  • patate
  • legumi
  • mais
  • latte e derivati

A cosa serve?

Il termine glutine, dal Latino “colla”, viene utilizzato in modo particolare per conferire agli impasti dove viene impiegato coesione, viscosità ed elasticità.

Gli effetti

In soggetti geneticamente predisposti l’ingestione di glutine causa una infiammazione cronica dell’intestino tenue in quanto innescano il sistema immunitario che attacca la mucosa, tessuto sano della parete intestinale, distruggendo così i villi

I numeri

Studi dicono che la celiachia interessi circa l‘1% della popolazione, che le donne sono colpite 3 volte in più degli uomini e che, sebbene i casi siano in crescita, il 70% dei casi ancora non è diagnosticato.

Contattaci. Risponderemo ad ogni tuo quesito e saremo lieti di mettere a tua disposizione le nostre competenze anche su argomenti analoghi a questo.

Vuoi approfondire in autonomia Ti segnaliamo di seguito 5 siti di interesse che ne parlano

https://it.wikipedia.org/wiki/Glutine

2 http://www.celiachia.it/home/HomePage.aspx

3 https://www.epicentro.iss.it/celiachia/celiachia

4 http://www.adiitalia.org/

5 https://alimentazione.gazzetta.it/in-forma/03-12-2019/glutine-o-non-glutine-questo-il-dilemma-limportanza-di-questa-proteina-nella-dieta-45259

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Il Gruppo Bucciarelli riceve il premio Innovazione SMAU Milano 2019

Il Gruppo Bucciarelli conquista la vittoria al Premio Innovazione SMAU 2019, iniziativa che SMAU organizza per valorizzare e condividere i progetti più innovativi realizzati dalle aziende e dagli enti pubblici grazie all’utilizzo di tecnologie digitali e soluzioni innovative.

Il premio è stato conferito per l’evento GB Hackathon, che l’azienda ha organizzato nel mese di Maggio 2019, rivolto a giovani talenti per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi nel settore delle analisi chimiche e microbiologiche, alimentari ed ambientali.

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GB Way

GB Way è lo strumento, creato per noi da Airbag Studio, pensato per gestire al meglio la logistica dei nostri collaboratori.

Abbiamo dato vita ad un’App mobile, semplice ed intuitiva, che ci consente di monitorare i nostri operatori in giro per l’Italia ed essere in questo modo più vicini ai nostri clienti.

Scopri GB Way

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